Centro culturale zona ex-Mignone

Centro culturale zona ex-Mignone

Centro culturale
zona ex-Mignone
Bolzano

luogo

Bolzano

committente

Provincia Autonoma
di Bolzano 

progettazione

Roland Baldi Architects

team

Roland Baldi
Thorsten Götz
Thomas Kienzl
Yvonne Lindner
Harald Kofler
Rinaldo Zanovello
Karin Kretschmer

ultimazione

2011

foto

Oskar Da Riz
Il centro culturale, che affaccia sulla piazza del nuovo quartiere bolzanino Rosenbach / Ex-Mignone è costituito da un volume stereometrico vetrato, che ospita biblioteca e centro civico: questo è intersecato dal volume completamente diverso per forma e materiale della sala polifunzionale. L’involucro vetrato sottolinea il carattere pubblico dell’edificio e crea relazioni visive fra interno ed esterno. L’ingresso al piano terra avviene attraverso un foyer su due livelli con bar e guardaroba; da questo si accede alla sala polifunzionale. Una galleria al piano superiore con vista sul foyer conduce agli spazi del centro civico. La biblioteca si estende sui due piani superiori, collegati fra loro da una scala orientata verso la piazza. Al livello inferiore si trovano ingresso, prestito, informazioni, spazio per i bimbi e sala di lettura con angolo riviste, al piano superiore biblioteca con scaffali a vista, mediateca, ufficio amministrativo e magazzino. La varietà e il carattere concettualmente innovativo dell’edificio si sono rivelati nel tempo motivo di attrazione per i visitatori.

Libera Università di Bolzano a Brunico

Libera Università di Bolzano a Brunico

Libera Università di Bolzano a Brunico

luogo

Brunico

committente

Provincia
Autonoma
di Bolzano

progettazione

Roland Baldi Architects
Thomas Simma

team

Roland Baldi
Karin Kretschmer
Yvonne Lindner
Sigrid Fischer-Colbrie

concorso

2005

ultimazione

2007

foto

René Riller

L’edificio sotto tutela monumentale di quello che era una volta il liceo scientifico risale alla metà del 16° secolo e ospita oggi la sede di Brunico della Libera Università di Bolzano, luogo dove si tengono le lezioni del corso di management del turismo. Eccetto gli spazi della biblioteca civica al piano terra, che affaccia sulla via centrale di Brunico, l’edificio è stato risanato e ristrutturato nella sostanza e dal punto di vista concettuale. Inoltre è stata ricavata al piano interrato un’ampia aula con i corrispondenti vani secondari ed aggiunto un nuovo vano scale fuori terra. All’aula, che viene utilizzata anche per manifestazioni pubbliche, si può accedere anche autonomamente dalla piazza soprastante, che è stata risistemata. Interventi edilizi contenuti e una scelta sobria di materiali e colori hanno consentito di introdurre le nuove funzioni, conservando in larga misura il carattere originale dell’architettura esistente. I colori brillanti scelti per i bagni e per le pavimentazioni delle aule di lezione e degli uffici introducono accenti raffinati. Gli affreschi rinvenuti durante i lavori sono stati riportati alla luce e restaurati, così come la fontana di pregio archeologico, che accoglie i visitatori al piano interrato portando la sua testimonianza di tempi passati.

Funivia Merano 2000

Funivia Merano 2000

Funivia Merano 2000

luogo

Merano

committente

Merano 2000
Funivie SpA

progettazione

Roland Baldi Architects

team

Roland Baldi
Karin Kretschmer
Harald Kofler
Johannes Niederstätter

concorso

2009

ultimazione

2010

foto

Oskar Da Riz
Frieder Blickle

premi

2014
Iconic Award Winner
Premio Architettura
Città di Oderzo, menzione

2013
Premio d’Architettura Alto Adige

1° premio categoria turismo
ISR Architektur Award, shortlist

Con le sue stazioni di partenza, intermedia e di arrivo, la nuova funivia connette la valle con il comprensorio sciistico di Merano 2000, sostituendo l’impianto precedente ormai invecchiato con uno attuale dal punto di vista tecnologico e del linguaggio architettonico. Il cubo rosso intenso della stazione a monte è ben visibile già dalla città di Merano; una volta arrivati in cima, dalla piattaforma di arrivo e dal ristorante panoramico si aprono viste fantastiche sul fondovalle meranese e sul paesaggio dell’alta montagna.
La connessione spaziale fra monti e valle si ritrova nel linguaggio delle forme e dei colori: sia la stazione a valle sia quella a monte sono costituite ciascuna da diversi volumi, che accolgono le differenti funzioni di un impianto funiviario. Ai corpi di fabbrica in calcestruzzo faccia a vista si contrappongono le zone d’accesso vetrate e i volumi dalla pelle in lamiera stirata rossa che racchiudono gli impianti funiviari.
I volumi che emergono fungono da landmark: il rosso intenso della pelle di rivestimento costituisce l’elemento identificativo dell’azienda e la loro presenza costituisce un punto di riferimento per sportivi e montanari sia nella stagione estiva sia in quella invernale.

Centrale teleriscaldamento Chiusa

Centrale teleriscaldamento Chiusa

Centrale teleriscaldamento
Chiusa

Centrale
teleriscaldamento
Chiusa

luogo

Chiusa

committente

Teleriscaldamento
Chiusa Srl

progettazione

Roland Baldi Architects

team

Roland Baldi
Thorsten Götz
Rodolfo Zancan

concorso

2004

ultimazione

2007
foto

Oskar Da Riz

premi

2008
Premio Architettura Città di Oderzo, menzione

2009
Premio Internazionale Architettura Sostenibile, shortlist

La centrale di teleriscaldamento, risultato di un concorso vinto, è posta al margine di Chiusa, sull’area che una volta era occupata dalla stazione della ferrovia della val Gardena; compresa fra autostrada, strada statale e ferrovia. L’edificio si leva dal terreno come una grande ala, come un cuneo il volume dinamico del tetto si inserisce fra viadotto e l’edificio delle vecchie rimesse ferroviarie. Su entrambi i lati corti il tetto scende fino a terra. La grande facciata vetrata che si determina sul lato nord lascia intravvedere il cuore dell’impianto: le macchine per la produzione del calore. L’edificio, il cui aspetto scultoreo è stato sottolineato con una sapiente progettazione dell’illuminazione, contiene al suo interno tre ambiti: il deposito del cippato, il vano caldaia e gli spazi per i motori per la cogenerazione. I materiali che dominano sono il rame della copertura, il legno della struttura portante del tetto e delle lamelle in facciata. Ai toni bruni si contrappone il grigio del calcestruzzo a vista di soffitti, pareti e pavimenti, abbinato al verde brillante dei pavimenti in linoleum di alcune zone.

Cantiere Provinciale Salto Sciliar

Cantiere Provinciale Salto Sciliar

Cantiere Provinciale
Salto Sciliar

luogo

Bolzano

committente

Provincia Autonoma di Bolzano

progettazione

Roland Baldi Architects  Thomas Simma

team

Roland Baldi
Thorsten Götz
Thomas Kienzl
Sigrid Fischer-Colbrie

concorso

2005

ultimazione

2008

foto

René Riller
Il cantiere stradale provinciale Salto Sciliar è stato realizzato secondo il concetto di Corporate Identity sviluppato dallo studio per i punti logistici stradali dell’Alto Adige. Situato sul margine sud di via Einstein a Bolzano, il cantiere stradale provinciale segna il limite dell’attuale zona produttiva posta ad est. L’accesso carrabile è sottolineato dal corpo di fabbrica a tre piani degli uffici, che prosegue in quello più basso delle rimesse ed officine, poste tutte lungo via Einstein. Parallelamente a questo, più a sud segue un ulteriore blocco di autorimesse con annessi spogliatoi, spazi di soggiorno e aree di deposito coperte. L’involucro dell’edificio è rivestito di pannelli metallici a sandwich di color antracite; gli intagli di color arancione, specie gli imbotti delle finestre, creano un vivace contrasto. Ne è nato un edificio, che, grazie alla composizione volumetrica articolata, nata dalle diverse esigenze funzionali, si distingue dai soliti blocchi monotoni degli edifici produttivi.